Le 4 chiacchiere con… Allen Weber

Ricordi e Registrazione Audio

Della puntata con Allen Weber, andata in onda la sera del 13 ottobre, ci rimangono tanti ricordi costruttivi e belli. In realtà ci rimane anche la registrazione audio originale di quei momenti. Registrazione che viene richiesta dai nostri amici ed ascoltatori d’oltreoceano per meglio comprendere cosa è stato detto (Hei, sforzatevi ad imparare l’italiano 😉 ). Ed eccoli accontentati.

I File audio

La qualità audio: lo sappiamo, non è il top! E’ proprio l’originale, direttamente da skype e senza l’applicazione di effetti audio migliorativi, insomma senza “Audition” (il “Photoshop” dell’audio)

Per voi amici italiani con difficoltà, come me, per la lingua inglese vi rimando all’ascolto del podcast qui .

Alcune considerazioni sul nostro dialogo

Però, ci preme sottolineare e mettere in risalto alcuni momenti: quelli importanti ma anche quelli … “leggeri”.

  1. Mi colpisce il modo di come Allen scopre il jazz: da adolescente. Sono talmente tante le occasioni in cui il nostro amico può ascoltare dei concerti live, almeno nel suo passato, che mi lasciano sbalordito. In Italia queste occasioni sembrano essere sempre più rare, ad appannaggio di portafogli gonfi e portati alla conoscenza di pochi. Quest’ultimo aspetto può sembrare un paradosso ma non è così: in un mondo dove è possibile portare a conoscenza di tutto a tutti è diventato più difficile fare una comunicazione di massa efficace. Cosa e come fare? Non lo sò, mi viene in mente solo un piccolo suggerimento/esempio: Nel mio territorio sento spesso dei fuochi d’artificio, per carità belli ma che ci lasciano solo pochi secondi di stupore e meraviglia. Ridurre i fuochi d’artificio e favorire eventi d’arte possono solo migliorare la nostra società. Inoltre, curiamo e pensiamo a una comunicazione più coinvolgente. Poi, non scarichiamo sempre la colpa sui nostri governanti.
  2.  Una cosa bella e divertente. Scoprire come nasce un nuovo brano. Avevo già sentito di quelli che hanno creato delle nuove canzoni, ad esempio, dallo sferragliare dei treni ma sentirla dal rumore che si produce mentre si lavano i piatti mi era nuova. Questa parte è stata divertente perché ci ha fatto scoprire una parte di Allen che è comune a tanti di noi, non mi riferisco solo alle donne. Sopratutto, però, ho avuto la sensazione di sentire quel tizio che dice che per essere soddisfatti della vita non c’è bisogno sempre di cose eclatanti ma ci si può accontentare e gioire anche per piccole cose come il cinguettio di un uccellino. In questo caso, dallo sfregare un piatto con uno straccetto può nascere un capolavoro musicale. Vai Allen, spacca tutto… ma non i piatti!!!
  3. Il successo a tutti i costi. Cosa importa se quell’atleta risulta positivo al doping? Cosa importa se quel chitarrista è stato capace di far suonare al suo strumento l’inno nazionale con la lingua, grazie al fatto che era “fatto”. L’importante è il risultato positivo, economicamente. Il business dello sport, della musica, dei grandi eventi è sempre più l’occasione per consumi di medicinali dopanti e droghe di ogni tipo. I dati statistici confermano queste tendenze, non sono una nostra invenzione. Allen, vuole i suoi musicisti liberi da droghe e alcool, oltre a specifiche competenze e conoscenze tecnico musicali. Tieni duro e rimani di esempio.
    Allen Weber e la sua chitarra
    Allen Weber e la sua chitarra
  4. Infine, la scelta musicale. Su questo punto ci riferiamo solo alla scelta musicale operata e selezionata da Allen.
    1.  John Mclaughlin, ottimo apprendista e collaboratore di Miles Davis in Bitches Brew e continuatore di quella musica chiamata jazz-rock o fusion con Meeting of the Spirits.
    2. .Cannonball Adderley, grande sassofonista (contraltista) da sempre con lo stesso Davis fin dai tempi dell’Hard-Bop ma anche leader di magnifiche formazioni e autore di migliaia di brani.
    3. Thelonius Monk, raffinato e egocentrico pianista. Tra quelli che maggiormente hanno contribuito a creare il jazz moderno al mitico Minton’s, locale di di New York dove nascerà il Bepop e l’Hard-bop.
    4. Arturo Sandoval, trombettista, polistrumentista e compositore jazz di origine cubana, degno erede e continuatore dei grandi nomi precedentemente citati.
    5. Infine, Arrow, un musicista che nulla ha a che fare con il jazz ma che ha una grande influenza sulla musica del nostro amico della Florida, grazie al genere “Soca” che gli appassionati di Raffaela Carrà ben conoscono.

Potremo ancora riflettere su cose dette durante la trasmissione ma vogliamo concludere con una scoperta che abbiamo fatto al di fuori della telefonata con skype. Di cosa si tratta? Presto detto: le nostre nonne usano gli stessi rimedi per curare il raffreddore. Ma la globalizzazione è iniziata con internet o con Adamo ed Eva?

 

Talk1 –  Saluti iniziali e racconto della scoperta del Jazz durante l’adolescenza

Talk2 – Breve racconto della sua vita oltre la passione della musica

Talk3 – Allen Weber spiega come nasce la sua musica che, poi, incide per i suoi nuovi album.

Talk4 – Parte della chiacchierata nella quale Allen ci fornisce i suoi indirizzi social, per rimanere aggiornati sulle sue attività.

Talk5 – Allen racconta come sceglie i musicisti della sua formazione e quali caratteristiche personali e tecniche essi debbano avere.

Talk6 – Allen ci anticipa il suo prossimo album, i titoli dei brani, alcuni dettagli tecnici e si congeda dalla trasmissione.

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